31 luglio 2014

Una #surroga non fa primavera


Segnali incoraggianti dal mondo dei mutui. Quel che fino a qualche mese fa sembrava essere un mercato sgangherato e destinato a passare nell’ombra, oscurato da nuovi prodotti di finanziamento innovativi come ad esempio minibond, crowfunding e chi più ne ha più ne metta, oggi sembra aver ripreso a pedalare.
Attenzione però, perché una rondine non fa primavera.

Questa dinamica è frutto di diversi fattori fra i quali annoveriamo un miglioramento delle prospettive economiche dei potenziali nuovi mutuatari e, sicuramente, una maggiore spinta commerciale da parte degli istituti di credito. Analizzando nel dettaglio i dati di mercato, la crescita risulta essere trainata non tanto da nuove operazioni di mutuo per acquisto casa ma piuttosto da nuove operazioni di surroga del proprio mutuo.

Prevista dal nostro ordinamento completamente gratuita per il mutuatario a partire dal 2007, vive la propria popolarità in funzione delle condizioni economiche disponibili sul mercato. L’andamento è il seguente: più le condizioni economiche diventano favorevoli rispetto al trend degli ultimi anni, e più il ricorso a queste operazioni acquista appeal. Viceversa, più si inaspriscono le condizioni, minore diventa la richiesta di questa iniziativa.
Come avvenuto nel 2009, la surroga sta quindi vivendo un altro momento di exploit trainando di fatto la ripresa del mercato. In un mercato che cresce del 10% nel primo semestre 2014, equivale a dire che oltre la metà della crescita è dovuta alla nuova domanda di surroga, e questa voglia di cambiare la dice lunga sulle condizioni economiche poco favorevoli rilevabili fino a qualche tempo fa.

La discesa degli spread ed i tassi di riferimento a ridosso dei minimi storici, hanno quindi generato nel II semestre del 2014 un sostanziale raddoppio delle erogazioni per surroga, passate dal 10% del I semestre 2013 al 20% del I semestre 2014.
Purtroppo però, questa operazione non genera indotti significativi sull’economia reale in quanto permette un limitato inserimento di nuova liquidità nel sistema economico, dovuto alla sola maggiore capacità di spesa del mutuatario, derivante dal risparmio ottenuto sull’importo della rata da corrispondere periodicamente all’Istituto mutuante.

Quindi, se da un lato abbiamo un mercato in crescita (come abbiamo visto trend dovuto in gran parte all’apporto delle operazioni di surroga), dall’altro abbiamo un limitato indotto sull’economia reale, per un mercato, quello dei mutui, che sempre più viene identificato come un mercato chiuso in entrata (le compravendite residenziali assistite da mutuo si attestano all’incirca al 38% del totale).
L'effetto "traino" delle operazioni di surroga testimonia proprio questa chiusura.


P.S. avrei potuto chiamare il post non è tutto ora quel che luccica…ma preferisco ispirarmi al meteo di questa pazza estate.

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